Argo Panoptes o, in greco, “Argo che tutto vede”, il mitico gigante che, grazie ai suoi cento occhi, riusciva a non dormire mai, chiudendone, per riposare, solo due alla volta; ed è proprio da quel mito lontano che prendono spunto, ormai trent’anni fa, i fondatori dell’omonima agenzia investigativa per sancire la nascita della loro creatura dai cento e più occhi, il 28 luglio del 1989.

Quattro ufficiali dell’Arma dei Carabinieri in congedo e il loro profondo bagaglio di conoscenze tecniche in ambiti quali polizia giudiziaria, intelligence e procedura penale; ecco, sono loro a dare vita alla Argo con un rigore di stampo militare che, ancora oggi, rende particolarmente solide le basi dell’agenzia investigativa.

“Sbrigammo tutte le procedure necessarie e poi scegliemmo un appartamento in via dei Gracchi 32, a Roma, dove ancora oggi ha sede l’agenzia – racconta il Generale Giuseppe Mazzullo, uno dei quattro soci fondatori di Argo – Non fu facile per noi il passaggio alla vita civile (non lo è per nessun militare) ma imparammo ad adeguarci e iniziammo il lavoro di investigazione e informazione. All’epoca erano molto richieste le indagini in ambito matrimoniale e così ci dedicammo a quelle. Poi, cominciarono ad arrivare incarichi anche dall’estero, soprattutto di natura commerciale. Ci chiedevano, ad esempio, di indagare su un’azienda, sulla sua reale esistenza o meno, per poter investire denaro con maggiore sicurezza. Il lavoro arrivava dalla Francia, dall’Inghilterra, dagli Stati Uniti persino”.

Ben presto l’agenzia investigativa comincia ad allargare il suo raggio d’azione. Partecipa ad una importante operazione per metter fine, assieme alla Guardia di Finanza, ad una truffa sulla benzina; lavora a stretto contatto con diverse compagnie petrolifere per le quali raccoglie informazioni su trasporto merci e dipendenti; si occupa di indagini in ambito sanitario per scovare medici infedeli e illeciti economici di varia natura; molte energie vengono spese in ambito aziendale per indagini delicate relative all’assenteismo. “Ricordo il caso di un geometra – continua il Generale – che lavorava, per la ditta di cui era dipendente, in Kazakistan; raccontò di essere malato e tornò in Italia. Riuscimmo a fotografarlo addirittura mentre correva una maratona”.

Intanto passano gli anni e i fondatori sentono la necessità di fare qualche cambiamento nell’organizzazione dell’agenzia investigativa. “All’Inizio ci affidammo a qualche carabiniere in congedo per le indagini ma, con il passare del tempo, capimmo che avevamo bisogno di giovani adeguatamente preparati, disposti al sacrificio dei lunghi appostamenti e non solo. Rita Urzia – prosegue il Generale – era la nostra migliore detective e così quando mi propose di entrare in società accettai con enorme piacere”. L’ingresso di Rita nel 2000, titolare di licenza investigativa con esperienza trentennale, di formazione amministrativa e gestionale, scrittrice e donna di successo, apre nuove prospettive per l’agenzia investigativa e ne amplia le competenze.

“L’attuale capitolo di questa storia lo sta scrivendo Matteo Adjimi, entrato in società nel 2013, un giovane di talento che già da tempo si occupava di coordinare il lavoro operativo dell’agenzia – conclude il Generale – Il filo conduttore di questi 30 anni? La serietà del nostro lavoro che è quello che ci contraddistingue da una concorrenza molto spesso improvvisata. Sono orgoglioso di aver trasmesso la mia esperienza quarantennale nell’Arma a Matteo”.

Dottore in psicologia, specializzato in psicologia clinica, titolare di licenza investigativa rilasciata dalla Prefettura di Roma, Matteo Adjimi ha conseguito il Master di II livello in Scienze Forensi e ha partecipato al Corso di Perfezionamento in Scienze delle investigazioni private e della sicurezza; un lungo elenco di titoli “che, a dispetto di quanti in questo mestiere si improvvisano, mi forniscono quotidianamente le competenze necessarie per rispondere con serietà e professionalità a chi si rivolge alla nostra agenzia investigativa”.

Con Matteo Adjimi gli investimenti in ricerca e sviluppo e nella creazione di un team multidisciplinare diventano importanti: “Credo nell’aggiornamento costante, in un approccio alle indagini multidisciplinare, nell’utilizzo di nuove tecnologie come opportunità per i nostri clienti, nelle nostre certificazioni come riconoscimento terzo di professionalità. Il team di Argo può contare su competenze poliedriche e multi-sfaccettate sfidando, così, una realtà in continua evoluzione”.

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