Oggi difensore, sostituto, investigatore privato, i consulenti tecnici in generale, hanno assunto, rispetto al passato, un ruolo diverso, potremmo dire pro-attivo. L’avvocato penalista che chiede aiuto all’investigatore privato sa, infatti, di poter contare su un professionista preparato, con specifiche competenze in ambito giuridico, criminologico e psicologico; insomma, l’avvocato che incarica l’investigatore privato di parte del lavoro d’indagine sa di ricevere un servizio che entra nel vivo della strategia difensiva, anzi in alcuni casi la orienta persino.

Ma in che modo l’investigatore privato può supportare il penalista?

E’ bene ricordare che il ruolo e il raggio d’azione dell’investigatore privato nell’ambito delle indagini penali è stato ampliato e fortemente incentivato dal legislatore rispetto al passato. Il difensore ha, infatti, la facoltà di svolgere anche da solo le investigazioni per cercare e individuare elementi di prova a favore del proprio assistito (327 bis c.p.p., comma 1); ma l’ordinamento prevede che possa anche essere coadiuvato da investigatori privati autorizzati e da consulenti tecnici di parte (327 bis c.p.p., comma 3).

Quella dell’investigatore privato, autorizzato e regolarmente nominato dal difensore, appare la figura professionale più idonea per la costruzione di un impianto probatorio tale da esser difficilmente attaccabile dalla controparte o, a seconda dei casi, così solido da provare l’estraneità dell’assistito rispetto ai fatti contestatigli dall’autorità inquirente. Il difensore, dopo che l’investigatore privato ha accettato l’incarico con apposito mandato, avrà il compito di comunicarne il conferimento all’autorità giudiziaria procedente. L’incarico deve essere conferito dal difensore in forma scritta.

Ma non tutti gli investigatori privati possono svolgere indagini penali; solo quelli che hanno ottenuto apposita autorizzazione da parte dell’Autorità Prefettizia e che hanno acquisito una specifica esperienza professionale che ne garantisca il corretto esercizio dell’attività (art. 222 Disp. Att. c.p.p. ) Inoltre, l’autorizzazione ad effettuare le indagini difensive penali può essere richiesta solo da soggetti che siano già in possesso della licenza per svolgere attività d’investigazione privata in ambito civile.

In cosa consiste l’attività investigativa?

 Atti tipici d’indagine che, come stabilito dalla legge, sono i seguenti:

  • colloquio non documentale con persone informate sui fatti (Art. 391 bis c.p.p )
  • accesso a luoghi e documentazione (Art. 391 sexies c.p.p.)
  • accesso a luoghi privati e non aperti al pubblico (Art. 391 septies c.p.p.)

Atti atipici d’indagine cioè non direttamente disciplinati dalla legge: pedinamenti, riprese fotografiche, video, acquisizione dati da chiunque accessibili. Tali attività devono ad ogni modo rispettare:

  • libertà e diritti dalla legge garantiti
  • norme del c.p. a tutela della persona
  • norme del c.p. a tutela dei segreti
  • legislazione sulla privacy

Attività processuale: l’investigatore privato è un soggetto che viene a conoscenza dei fatti

nell’espletamento di un incarico professionale ed è un ausiliario della difesa.

Nel corso del giudizio, l’investigatore può essere sentito come:

  • testimone (art. 194p.p.)
  • testimone indiretto (art. 195 c.p.p.)
  • consulente tecnico (art 501 c.p.p.)

 

Per saperne di più, partecipa alla Tavola Rotonda “Le investigazioni difensive: il ruolo dell’Avvocato, dell’Investigatore e del Criminologo”. L’evento – sponsorizzato da Argo – avrà luogo il 27 ottobre a Roma presso la Casa dell’Aviatore (viale dell’Università 20) e darà diritto a 5 crediti formativi attribuiti dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma ai partecipanti.

 

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