Nell’immaginario collettivo l’investigatore privato è uno 007 affascinante, ben vestito, abilissimo nel forzare serrature e manomettere congegni, un detective alla James Bond “con licenza di uccidere” e un onorario a molti, moltissimi zeri. Nella realtà l’investigatore privato è un professionista con competenze specialistiche che lavora al servizio della giustizia, nel pieno rispetto della legge. Questo significa che il costo di un investigatore privato non è direttamente proporzionale al suo fascino ma piuttosto al servizio richiesto, alla struttura organizzativa che ha alle spalle, alla sua esperienza, alle certificazioni che può vantare. Detto questo, esiste un aspetto della professione investigativa poco noto che ne fa sfumare la visione cinematografica collocandolo, invece, con precisione all’interno del nostro ordinamento giudiziario.

Il gratuito patrocinio: che cos’è è chi ne ha diritto

“Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.

La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.

Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.

La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari”.

Il gratuito patrocinio è un istituto previsto dall’art. 24 della Costituzione e consiste nel riconoscimento dell’assistenza legale gratuita da parte dello Stato, per promuovere un giudizio o per difendersi davanti al giudice, alle persone che non sono in grado di sostenerne le spese. A regolarne i meccanismi è il DPR n. 115/2002, Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia.

“E’ assicurato il gratuito patrocinio – recita l’art 74 del DPR – nel processo penale per la difesa del cittadino non abbiente, indagato, imputato, condannato, persona offesa da reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile ovvero civilmente obbligato per la pena pecuniaria”. Ed è sempre il DPR a stabilire chi può accedere o meno a tale istituto. Può, infatti, essere ammesso al patrocinio chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 11.493,82 euro. Sono, invece, esclusi, l’indagato, l’imputato o il condannato di reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell’evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto e il richiedente che sia assistito da più di un difensore.

Il gratuito patrocinio nelle investigazioni difensive

Cosa ha a che fare tutto questo con l’investigatore privato? Presto detto, perché, secondo l’art. 101 comma 1 del sopra citato DPR n. 115/2002 “Il difensore della persona ammessa al gratuito patrocinio può nominare un sostituto o, al fine di svolgere attività di investigazione difensiva, un investigatore privato autorizzato, residente nel distretto di corte di appello dove ha la sede il magistrato competente per il fatto per cui si procede”; specifica, ancora, il secondo comma che “ Il sostituto del difensore e l’investigatore privato di cui al comma 1 possono essere scelti anche al di fuori della corte di appello di cui al medesimo comma 1 ma in tale caso non sono dovute le spese e le indennità di trasferta previste dalle tariffe professionali”.

“Il compenso spettante all’investigatore privato della parte ammessa al gratuito patrocinio è liquidato dall’autorità giudiziaria” (art 104).  La liquidazione è effettuata al termine di ciascuna fase o grado del processo e, comunque, all’atto della cessazione dell’incarico, dall’autorità giudiziaria che ha proceduto. Infine, ex art. 107, per effetto dell’ammissione al patrocinio sono anticipate dall’Erario le indennità e le spese di viaggio per trasferte, nonché le spese sostenute per l’adempimento dell’incarico, e l’onorario agli investigatori privati autorizzati.

<<Per saperne di più su investigazioni difensive penali>>

 

 

Diritto d’autore: 123RF – Aleksandr Elesin  

 

ARGO2001NEW

Agenzia Investigativa Roma

Investigatore privato Roma