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Siamo i Protagonisti della Docu-Fiction di RAI4

ITALIAN DETECTIVE

La serie, prima in assoluto nel suo genere,

che documenta il lavoro dell’Investigatore Privato,

garantendo la massima Privacy e Riservatezza.

ITALIAN DETECTIVE

La prima docufiction in Italia sulla professione dell’investigatore privato

 

Nel novembre 2015 la società produttrice Magnolia S.p.a., con il proprio regista Claudio Canepari, dopo un’accurata selezione di agenzie investigative su tutto il territorio italiano ha scelto la Argo 2001 New per produrre per la prima volta in Italia una docufiction sulla professione dell’investigatore privato, andata in onda a partire dall’ottobre del 2016 su Rai 4.

Di seguito riportiamo l’intervista rilasciata dallo stesso regista Claudio Canepari.

In un docu-reality come Italian Detective si entra necessariamente nel privato delle persone. Come avete protetto la privacy?

“Sapevamo fin dall’inizio che era un lavoro molto difficile da svolgere perché affrontava il vissuto personale di molte famiglie. Noi con la nostra troupe abbiamo seguito l’agenzia romana nel corso delle proprie indagini. Ma non potendo raccontare la realtà che avevamo visto, abbiamo ricostruito le storie attraverso docu-fiction. Abbiamo cioè fatto ricorso a vicende verosimili ma inventate. Insomma abbiamo unito pezzi di realtà ad una investigazione di fantasia. Ma non abbiamo mai alterato i veri motivi per i quali gli italiani ricorrono al detective privato.”

Ce li spiega questi motivi?

“Innanzitutto ad un’agenzia investigativa si rivolgono proprio tutti, famiglie abbienti e persone che hanno minori disponibilità economiche. Le motivazioni sono sostanzialmente due: genitori che vogliono controllare i figli oppure persone che vogliono avere la certezza o meno, di essere traditi dai propri partner. Il mondo delle “corna” è delineato in tutte le proprie sfaccettature. Ma generalmente sono mogli o ex amanti che chiedono di seguire partner o ex partner.”

Ci sono anche altre richieste?

“Sì, abbiamo seguito casi di spionaggio aziendale e professionale. Ad esempio ci sono responsabili di aziende che fanno pedinare alcuni dei loro dipendenti per capire se la loro moralità è all’altezza del compito loro affidato. Ma ci sono anche spionaggi industriali che naturalmente richiedono una tecnologia più avanzata per quanto riguarda le indagini e le investigazioni.”

Avete avuto qualche supporto o qualche consulente?

“Sì ci siamo avvalsi nella consulenza il presidente italiano delle associazioni investigative private che ci è stato vicino e ci ha dato anche dei consigli su come realizzare le docu-fiction.”

C’è da aver fiducia sempre e comunque nel lavoro degli investigatori privati?

“Naturalmente bisogna essere sempre attenti e rivolgersi a professionisti affermati e con un curriculum di tutto rispetto. Certo ci sono anche casi di persone che si improvvisano nel fare questo lavoro ma il cliente può accorgersene subito. 

Abbiamo visitato tantissime agenzie da Milano, a Palermo, a Torino e a Roma. Ma ci siamo soffermati su questa agenzia romana perché la titolare Rita è davvero un personaggio che rappresenta l’anima storica di questo lavoro, è forte, carismatica e con un’esperienza ultratrentennale alle spalle. Ci è piaciuto anche il suo giovane socio Matteo che invece non ha ancora 30 anni e rappresenta la parte giovane di questa professione. Con loro c’è anche Massimo, il figlio più giovane di Rita, che ha solo 20 anni e lavora nell’agenzia come stagista.”

Ci sarà un futuro per Italian Detective?

“Per adesso siamo estremamente soddisfatti di queste sei puntate che vanno in onda ogni settimana con due episodi. In particolare il direttore di Rai 4 Angelo Teodoli si è rivelato subito molto interessato e ci ha consentito di realizzare questo esperimento su un mondo ancora inesplorato in televisione.”

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