Ha, ormai, un ruolo decisivo nell’affiancare l’avvocato nel corso delle indagini, in tutte le fasi di un procedimento penale, anzi persino quando non esiste ancora un procedimento penale. Se fino a qualche anno fa l’investigatore privato era considerato un mero esecutore, oggi l’agenzia investigativa ha un ruolo proattivo nel corso delle indagini difensive penali. L’avvocato penalista che chiede aiuto al detective sa di poter contare su un professionista preparato, con specifiche competenze in ambito giuridico, criminologico e psicologico; insomma, l’avvocato che demanda all’agenzia investigativa parte del lavoro d’indagine sa di ricevere un servizio di consulenza che entra nel vivo della strategia difensiva, anzi in molti casi la orienta. Abbiamo chiesto ad un penalista romano di raccontare, a questo proposito, la sua esperienza con Argo.

Quali sono i motivi che la spingono a chiedere il supporto di un’agenzia investigativa in molti dei casi che si trova ad affrontare?

“A dire la verità, mi capita sempre più spesso di ricorrere ai servizi dell’investigatore privato per diverse ragioni. La prima è che i professionisti con cui sono entrato in contatto negli ultimi anni non si sono limitati a fare appostamenti o servizi fotografici; sono stati, piuttosto, veri e propri consulenti. Abbiamo lavorato insieme e insieme abbiamo deciso come muoverci. Inoltre, l’agenzia investigativa dispone di strumentazione tecnologica che l’avvocato non ha e, soprattutto, di tecnici in grado di utilizzarla e interpretarne i risultati”.

E’ bene ricordare che il ruolo e il raggio d’azione dell’investigatore privato nell’ambito delle indagini penali è stato ampliato e fortemente incentivato dal legislatore rispetto al passato. Il difensore ha, infatti, la facoltà di svolgere anche da solo le investigazioni per cercare e individuare elementi di prova a favore del proprio assistito (327 bis c.p.p., comma 1); ma l’ordinamento prevede che possa anche essere coadiuvato da investigatori privati autorizzati e da consulenti tecnici di parte (327 bis c.p.p., comma 3).

In che modo un investigatore privato è, quindi, d’aiuto ad un penalista?

“Quella dell’investigatore privato, autorizzato e regolarmente nominato dal difensore, appare la figura professionale più idonea per la costruzione di un impianto probatorio tale da esser difficilmente attaccabile dalla controparte o, a seconda dei casi, così solido da provare l’estraneità dell’assistito rispetto ai fatti contestatigli dall’autorità inquirente. Il difensore, dopo che l’investigatore privato ha preso l’incarico con apposito mandato, avrà il compito di comunicarne il conferimento all’autorità giudiziaria procedente”.

Ma non tutti gli investigatori privati possono svolgere indagini penali; solo quelli che hanno ottenuto apposita autorizzazione da parte dell’Autorità Prefettizia e che hanno acquisito una specifica esperienza professionale che ne garantisca il corretto esercizio dell’attività (art.222 Disp. Att. c.p.p. ) Inoltre, l’autorizzazione ad effettuare le indagini difensive penali può essere richiesta solo da soggetti che siano già in possesso della licenza per svolgere attività d’investigazione privata in ambito civile.

Perché, in sostanza, ha scelto l’agenzia investigativa Argo?

Ho contattato Argo su consiglio di un collega; avevo bisogno di una realtà che fosse in grado di analizzare la web reputation di un soggetto che accusava il mio assistito di truffa. Si trattava di estrapolare dati certi e che avessero rilevanza processuale da un magma di profili, domini e società ad essi collegati che facevano, per l’appunto, capo all’individuo sopra citato. Insomma, avevo bisogno di un’indagine Osint e di analisti competenti e discreti. I risultati ottenuti – per altro in tempi strettissimi – mi hanno convinto a chiedere la collaborazione di Argo anche in indagini penali più “tradizionali”, come entrare in contatto con persone che detengono informazioni utili, eseguire rilievi tecnici, pedinamenti, appostamenti, riprese cinematografiche e fotografiche.

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